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| E incontrai Maria |
Lussuria, ricerca sfrenata di ogni piacere umano, a volte sfiorante l’immoralità, l’egoismo di cui pervaso ogni essere umano, quando vive solo per sé stesso, l’arroganza data dal potere terreno; e cosa peggiore, la bestemmia.
Caratteristiche che accompagnavano i miei dialoghi con il prossimo, o che nei momenti di solitudine, in compagnia dei miei problemi, diventavano le sfogo per calmare la mia ira.
Ero orgoglioso di dichiararmi ateo, però a differenza della maggior parte degli atei, che contengono le loro idee in sé stessi, e nulla fanno che arrechi disturbo o danno agli altri, io ero un ateo praticante.
Continuamente alla ricerca di un motivo, che mi permettesse di dissacrare, quanto per gli altri era sacro.
Provavo una gioia interiore nel distruggere immagini e oggetti sacri.
Molte volte per bravata, prendevo il calendario e bestemmiavo ogni Santo che vi era riportato.
Se per caso, qualche persona, provava a parlarmi di fede, deridendola le dicevo che io ero superiore a tutte le sciocchezze che i preti raccontavano.
Dicevo con convinzione, che nella vita si doveva vivere per quanto la stessa offriva, senza rifiutare nulla, tanto poi …
Per dare libero sfogo alla sete di piaceri che mi pervadeva, abbandonato la mia famiglia, vivendo i miei giorni in balli, donne e frequentando ristoranti di lusso.
Il lavoro che svolgevo, mi permetteva di spendere e spendevo senza preoccuparmi d’altro, se non del mio piacere personale.
Nella mia vita avevo incontrato dei sacerdoti con i quali avevo instaurato anche un rapporto di amicizia, purché questi non mi parlassero mai di fede o cose simili.
Ah, se invece qualcuno di loro, si fosse soffermato a spiegarmi l’Amore di Dio e la sua esistenza!
Ma evidentemente, nei disegni di Dio, dovevo toccare il fondo nella negazione della fede, per poi risorgere.
E la mia resurrezione ebbe inizio un mattino, quando per dimenticare i miei problemi, decisi di fermarmi in un prato a circa tre Km. Dalla mia città, per fumarmi in pace una sigaretta. Come sempre, nei momenti cupi della mia vita, anche quella mattina, non trovavo di meglio che bestemmiare quel Dio in cui non credevo, e prendermela con la Vergine dandoLe dei nomi, che non si osa dare neanche a chi di mestiere, esercita la professione di meretrice.
Verso la Madonna, avevo un odio particolare, accusandola della stupidità di tanta gente, che convinta della Sua esistenza, la chiamava per ottenere una grazia.
Per me, la Madonna era esistita, ma era una figura di Donna, che aveva messo al mondo un uomo, forse anche bravo, ma nulla di più , mentre invece veniva venerata come madre di Dio. Come tutte le donne era morta e di Lei non rimaneva nulla.
Mentre con sarcasmo, riflettevo su queste cose, lì, in quel prato, volgendo il mio sguardo alla mia destra, scorgevo una figura di dona sospesa a mezz’aria. La Sua immagine non era distinta, mi apparve come una fotografia sfuocata.
Non vi prestai molta attenzione, e dopo pochi attimi, la figura si dissolse dai miei occhi. Mi allontanai, senza nessuna particolare emozione, ma il pomeriggio, verso le 15.00, stranamente mi ritrovai in quel luogo, quasi trascinato da una forza misteriosa.
Mentre ripensando alla fuggevole apparizione del mattino, guardavo nello stesso punto, la Sua immagine apparve nuovamente. Era circondata da una immensa luce, che però, stranamente, non feriva i miei occhi. Non parlava, guardandomi, sorrideva soltanto.
Non sò per quanto tempo il Suo volto dolcissimo, fù davanti ai miei occhi, so soltanto che quando scomparve, rimasi frastornato, con mille domande che affollavano la mia mente, ed una sensazione talmente strana, che mi faceva sentire assente da tutto.
Non sapevo più cosa pensare, non credevo a nulla che non fosse razionale, non riuscivo a dare una spiegazione a questo “strano fenomeno”.
Ero profondamente turbato. Per il resto della giornata, cercai di non pensare più, a quanto avevo veduto su quel prato, e anche se con certo sforzo, mi occupai del mio lavoro.
Il giorno seguente, contro la mia volontà e i propositi di non tornare più in quel luogo, ero nuovamente lì, a guardare il punto dove questa immagine, mi si era presentata. Un intenso profumo mi giunse improvviso, e improvvisamente la stessa dolcissima figura di donna, si presentò ai miei occhi. Come le altre due volte, e come avrebbe fatto ancora per otto giorni, non parlò, limitandosi a guardarmi sorridendo.
Non so per quanto tempo rimasi a guardarLa, poi lentamente la luce e la figura stessa, si dissolvevano in cielo.
Il mattino seguente decisi di andare da un neurologo, al quale raccontai quanto mi stava accadendo. Il medico dopo avermi ascoltato mi prescrisse dei sedativi, dicendo che quanto vedevo, poteva essere frutto della mia stanchezza, ma di non preoccuparmi, tutto sarebbe tornato normale.
Quanto è stato poco profetico questo dottore!
Presi i medicinali prescritti e quasi come una sfida, tornai nel luogo della apparizione. Ed ecco, immancabile la Sua figura, sempre avvolta da tanta luce e con splendenti esseri che la circondavano, si presentò al mio sguardo. Senza parlare, con quel sorriso talmente radioso, che dava al mio essere, una sensazione di indicibile gioia e turbamento.
Soltanto dopo Otto giorni dalla prima apparizione, ebbi il coraggio di chiederLe chi fosse, e finalmente udii la Sua voce.
“Vieni più vicino figlio Mio, non temere”. Mi disse e io con un certo timore, feci alcuni passi verso la Sua immagine.
A circa tre metri, una forza misteriosa mi fece cadere violentemente in ginocchio e da quel momento, non vidi più nulla di quanto mi circondava, né avvertii più alcun rumore. Ero in estasi.
Udivo soltanto la Sua voce, di una dolcezza indescrivibile che mi diceva: “IO SONO LA VERGINE MARIA REGINA DEGLI ANGELI, CONSOLATRICE DEGLI AFFLITTI”.
Quando dopo aver detto queste parole, la sua immagine scomparve, mi sembrò che tutto quanto mi circondava, fosse avvolto dal buio più totale.
Dopo un attimo di turbamento, urlando e piangendo con le mani scavavo la terra ai miei piedi e tra singhiozzi dicevo che non era vero, che la Madonna non esisteva, urlavo che mi doveva lasciare in pace, che io stavo bene così.
Quanto tormento nel mio cuore quel giorno!
Attendevo con terrore il giorno seguente, perché anche se lottavo con me stesso perché non avvenisse, sapevo che comunque non sarei mancato al Suo appuntamento. Quando il pomeriggio del giorno dopo, alla stessa ora, Lei mi apparve, mi sembrò che fosse ancora più bella delle altre volte, e la Sua voce… quale melodia era la Sua voce! “Figlio Mio, perché vuoi sfuggirMi, il tuo cuore già Mi appartiene”.
Erano le Sue parole che entravano nel mio cuore, con una delicatezza incredibile, ma anche con una forza che annullava ogni volontà. Lei parlava, “Abbandonati a Me, diventa lo strumento del volere Divino che Io ti manifesto, ti prometto tante sofferenze, umiliazioni, tormenti, ma poi avrai tanta felicità”. Quando davanti ai miei occhi immoti, non vi fù altro che l’azzurro del cielo, con tutto il mio essere rifiutai quanto appena avevo udito e visto. “Non è possibile, non può essere, non esiste nulla se non quanto mi circonda ora, e poi non può essere la Madonna, perché oltre al fatto che non esiste, quanti credono a Lei dicono che ama i Suoi figli, che vuole per loro solo il bene, allora come può chiedermi di abbandonarmi a Lei e in cambio, promettermi sofferenza?”.
Ma aveva ragione la Vergine, anche se non lo sapevo, il mio cuore già Le apparteneva. Poi come sempre, quando il è Cielo a guidare il nostro cammino, giorno dopo giorno, venivo conquistato dal Suo amore, mi rendevo conto e questo a volte mi innervosiva, di voler fare soltanto quanto Lei mi chiedeva, e stranamente anche se nell’umana debolezza, provavo una certa ribellione alle sofferenze che subito giunsero, ero comunque felice che queste umiliazioni e tutte le sofferenze mi fossero giunte per averLa conosciuta, per aver conosciuto questa stupenda Creatura, immagine sublime dell’amore di Dio.
Da quel primo giorno, è certo che le umiliazioni, le sofferenze di ogni tipo , comprese quelle derivanti dal maligno che non si rassegnava ad aver perduto un suo prediletto, la condanna a venti giorni di prigione per aver portato oltre seimila persone a pregare su di una piazza, fuori da una Chiesa, perché chiusa, (adunata non autorizzata, questo il capo di accusa) l’incendio della mia autovettura, fatto non si sa bene se per punirmi per essermi convertito, o per altri motivi che mi sfuggono, le numerose violenze a cui sono stato sottoposto da più parti, le calunnie inventate, al solo scopo di distruggere l’apparizione della Vergine, e purtroppo queste calunnie molte volte sono state fatte, da chi per primo doveva aiutarmi in questo cammino di fede, tutte queste sofferenze ed altre, non hanno arrestato, né arresteranno mai, il cammino che per volere di Dio, per mezzo di sua Madre ho intrapreso, affinché quanti come me, che vivendo oggi nel buio in cui un giorno io vivevo, possano conoscere la luce di Dio e accostarsi al Cuore Immacolato di Maria.
Dio Padre, non ha creato e mai creerà, una creatura più sublime, tanto piena di grazie e di amore, per quanti fiduciosi a Lei si rivolgono.
Madre premurosa verso i suoi figli, che segue continuamente, pronta ad accorrere, in aiuto di quanti perdendosi la chiamano, e che presentandosi a me con il titolo di CONSOLATRICE DEGLI AFFLITTI, tutti aiuta, soffre con chi soffre, cura ogni ferita, lenisce ogni dolore, comprende ogni tormento e a tutti, indistintamente, anche ai figli che non l’ascoltano, dona tanto, ma tanto amore. Nel Suo Cuore vi è un solo desiderio, che nessuno dei figli che Gesù morendo Le ha affidato, si possa perdere. Ora continua ad apparirmi ogni prima domenica del mese alle 15.00 ed ogni grande festività religiosa, per elargire quelle grazie che non nega mai a chi a Lei si rivolge nella più completa fiducia. Terminando questa mia presentazione, posso soltanto dire, che un giorno mi soffermavo a guardare la forma e il disegno di una bottiglia e non il suo contenuto, quello che per me contava, non era il sapore e la bontà del liquido, ma il recipiente che quel liquido conteneva. Era la forma e non la sostanza che mi colpiva.
Così era la fede: rimanevo infastidito dalle molte cose che dall’esterno reputavo sbagliate, e non tenevo conto dell’insegnamento che la Chiesa dava, sostanza del suo essere.
Vedevo gli sbagli di esseri umani e non quello che essi rappresentavano.
Ora che l’Amore di Dio Padre, mi ha fatto dono di Luce, per mezzo di Maria S.S., riguardando il mio passato, mi avvedo con sgomento degli anni sprecati. Oggi non guardo più se il vestito è alla moda o se è firmato, ma mi preoccupo di capire chi lo indossa. Non mi lascio più conquistare dalla forma della bottiglia, ma cerco di berne il contenuto e nel mio giudizio, basarmi soltanto sulla bontà di quel liquido. Spero ogni giorno, di comprendere sempre, guardando il mio prossimo, la sua immagine migliore, non quella che tutti vedono, ma quella che ognuno racchiude nel suo cuore.
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